I 5 film su Wall Street da vedere assolutamente

La grande crisi finanziaria americana, iniziata nel 2008, ha fortemente ispirato la produzione cinematografica hollywoodiana, che dai fatti di attualità ha tratto gli spunti per dar vita ad un ampio catalogo di film su Wall Street.

In chiave metaforica, realistica, documentaristica o romanzesca, i più noti registi d’oltreoceano hanno analizzato il mondo della finanza, raccontando gli eventi e le decisioni che in maniera preponderante hanno causato il più grande disastro economico mai registrato dal dopoguerra in poi.

I migliori titoli su borsa e finanza

Origini, responsabilità e motivazioni di una crisi che ha cambiato la vita di milioni di persone sono state raccontate attraverso le storie di broker finanziari, politici e dirigenti di grosse banche internazionali.

La tematica, per quanto delicata, è stata ripresa nel corso degli anni da decine e decine di pellicole, alcune delle quali hanno registrato al botteghino e tra la critica un enorme successo.

Di seguito l’Università Telematica Niccolò Cusano di Napoli ha raccolto i migliori titoli ambientati nel mondo della finanza profondamente scosso dalla crisi.

Ecco i 5 film su Wall Street da vedere assolutamente.

1 – The company men

 Anno di produzione: 2010
Regia di John Wells
Con: Ben Affleck, Kevin Costner, Maria Bello, Tommy Lee Jones, Chris Cooper, Craig T. Nelson

Apriamo la nostra top five relativa ai migliori film su borsa e finanza con ‘The company men’, pellicola drammatica che affronta la tematica crisi senza focalizzarsi troppo sugli eventi; il regista sceglie piuttosto di analizzare dettagliatamente gli aspetti sentimentali legati alla criticità della situazione economica.

Il protagonista è Bobby Walker, dirigente di una multinazionale che all’apice della sua carriera diventa una delle vittima del ridimensionamento attuato dall’azienda per far fronte alla crisi finanziaria.

Il drastico cambiamento lo catapulta nel peggiore degli incubi; da una quotidianità vissuta all’insegna del benessere, tra giri in Porsche e partite a golf, si ritrova letteralmente sul lastrico.

La stessa sorte tocca ad altri suoi colleghi, che dalla condizione di manager ricchissimi, quasi intoccabili, si ritrovano a dover dimenticare di punto in bianco una posizione estremamente agiata per affrontare una situazione difficile, sia dal punto di vista economico che psicologico.

2 – Wall Street

Anno di produzione: 1987
Regia di Oliver Stone
Con: Michael Douglas, Daryl Hannah, Charlie Sheen, Martin Sheen, Frank Adonis, John C. McGinley

Tra i grandi classici del genere è d’obbligo citare ‘Wall Street’, capolavoro firmato da Oliver Stone che valse il premio Oscar come miglior attore protagonista a Michael Douglas.

La trama racconta la storia di Bud Fox, un giovane broker newyorkese che lavora per una società quotata a Wall Street.

Per soddisfare più rapidamente la sua ambizione di diventare ricco e potente si avvicina a Gordon Gekko, uomo d’affari privo di scrupoli che domina il mercato in maniera spregiudicata.
Il giovane broker riesce a conquistare la fiducia dell’illustre squalo della finanza fornendogli, in maniera tutt’altro che legale, informazioni riservate.

Bud diventa l’informatore di Gekko ed inizia così ad ottenere interessanti gratificazioni economiche.

Tutto sembra procedere per il verso ‘giusto’; finalmente l’inesperto broker riesce a conquistare la vita agiata così a lungo sognata.

L’idillio si interrompe quando Gekko utilizza i suoi metodi spregiudicati contro la ditta di aeroplani presso la quale è impiegato come operaio il padre di Bud.

3 – Capitalism: a love story

Anno di produzione: 2009
Regia di Michael Moore
Con: Michael Moore, Thora Birch, William Black, Jimmy Carter, Elijah Cumming

Continuiamo i nostri suggerimenti con la pellicola di Michael Moore, ‘Capitalism: a love story’, considerato uno dei film più provocatori del genere.

Quando si parla di provocazione si fa chiaramente riferimento alla forte connotazione politica.
Il regista punta il dito contro i costi sociali legati alle multinazionali, il cui unico fine è ottenere profitto a scapito dell’interesse pubblico.

In particolare la pellicola mette in evidenza il fallimento del tanto amato capitalismo, tendente a rendere pubbliche le perdite e a privatizzare i profitti.

Il genere è quello del documentario, attraverso il quale Moore mostra al pubblico le conseguenze della crisi economica, negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Sullo sfondo della pellicola il cambio al vertice presidenziale, che vede il neoeletto Barack Obama sostituire George Bush.

4 – The Wolf of Wall Street

Anno di produzione: 2013
Regia di Martin Scorsese
Con: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler

In una classifica dedicata ai migliori film su Wall Street non può assolutamente mancare ‘The Wolf of Wall Street’, ispirato al libro autobiografico di Jordan Belfort, noto truffatore statunitense.

La pellicola racconta la storia del ‘lupo di Wall Street’, un ambizioso e spregiudicato broker che raggiunge il successo truffando migliaia di persone.

Montagne di dollari, droga, sesso, vizi, trasgressione, corruzione e linguaggi estremi sintetizzano perfettamente l’intento del regista: focalizzarsi sulla degenerazione estrema dell’essere umano ambizioso e avido di denaro piuttosto che sulle strategie e le modalità illecite per fare soldi.

Il punto di rottura è inevitabile … e la rovinose conseguenze sono spietate!

5 – Margin call

Anno di produzione: 2011
Regia di J.C. Chandor
Con: Kevin Spacey, Paul Bettany, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Penn Badgley, Simon Baker

Concludiamo il nostro post dedicato ai migliori film sulla finanza con Margin Call, la pellicola che racconta la grande crisi economica americana del 2008 utilizzando gli elementi narrativi del cinema-denuncia statunitense.

La trama racconta di un’importante banca di credito finanziario che da un giorno all’altro decide di tagliare i costi licenziando un cospicuo numero di dirigenti.

Tra i licenziati anche Eric Dale, un capo di settore che studiando lo stato di salute della banca scopre una situazione critica, al limite del collasso.
Prima di andare via consegna una chiavetta contenente i dati delle personali analisi al giovane analista Peter Sullivan il quale, accertata la criticità del momento, allerta le alte sfere.

Alle tre di notte i vertici della banca si riuniscono in una riunione straordinaria al termine della quale viene presa l’unica decisione possibile: vendere.

La banca viene salvata ma le scelte fatte per evitare la bancarotta si scontrano con l’etica; l’intero sistema economico è costretto a subirne le conseguenze.


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