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Didattica inclusiva per BES: strategie, metodologie e strumenti

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Tra le tematiche di grande attualità si sente sempre più spesso parlare di didattica inclusiva per BES, ovvero di una serie di metodologie e strumentazioni finalizzate a ridurre la marginalità di individui con difficoltà di apprendimento.

L’argomento rientra in un settore estremamente delicato, continuamente interessato da modifiche normative, evoluzioni metodologiche e strumentali.

Nell’ambito di una formazione inclusiva, speciale e individualizzata ricoprono un ruolo centrale gli insegnanti, il cui compito è quello di superare ogni sorta di rigidità metodologica a favore di una didattica in grado di rispondere alle necessità di tutti i componenti di una classe.

Cosa si intende per didattica inclusiva

Che si parli di scuola inclusiva, di didattica inclusiva o di metodologie didattiche inclusive per BES ci si addentra in una serie di attività e processi finalizzati a favorire la partecipazione e l’apprendimento di tutti gli alunni.

In ogni classe, che si tratti di scuola dell’infanzia, di elementari o medie, possono essere presenti alunni che per motivi sociali, culturali, linguistici o di disabilità fisica, richiedono un’attenzione particolare.
Partendo dalla consapevolezza che ogni individuo può avere esigenze differenti, la didattica inclusiva predispone una serie di modifiche nel sistema educativo che riguardano i contenuti, ma anche gli approcci, le strategie e le stesse strutture scolastiche.
L’obiettivo finale di un insegnante che si approccia ad una classe in cui sono presenti alunni con Bisogni Educativi Speciali è evitare fenomeni di emarginazione o peggio ancora di esclusione.

Una didattica può essere considerata davvero inclusiva quando riesce a rispondere adeguatamente alle difficoltà degli individui e ad eliminare ogni tipo di barriera.

Normativa sui Bisogni Educativi Speciali

Il quadro normativo italiano in merito alla scuola inclusiva passa attraverso varie fasi; si parte dalla legge 53/2003, che enuncia i principi di personalizzazione dei percorsi di studio, e si prosegue con la legge 170 del 2010, “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambiti scolastici” nella quale la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia vengono riconosciuti come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).

E’ soltanto con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”che viene ampliato il panorama dei disturbi che possono causare disagi negli alunni.

La direttiva riconosce quanto segue: ogni alunno può manifestare, con continuità o per brevi periodi, Bisogni Educativi Speciali, che possono derivare da motivi fisici, psicologici, biologici, fisiologici o sociali.
Quelli che per alcuni sono bisogni educativi ‘normali’ per altri possono essere ‘speciali’.

Il riconoscimento dei BES estende pertanto il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento a tutti gli studenti in difficoltà.

Il Miur ha suddiviso i B.E.S. in tre sotto-categorie:

  1. alunni con disabilità fisiche, psichiche e cognitive che necessitano di certificazione;
  2. alunni con disturbi evolutivi specifici: D.S.A. (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), deficit di linguaggio, disturbi dell’area verbale e non verbale, disturbi della coordinazione motoria, deficit di attenzione, disturbi evolutivi;
  3. alunni con svantaggi sociali, culturali e linguistici.

Nei casi in cui non è necessaria la certificazione intervengono i docenti, i quali devono essere in grado di identificare esigenze speciali sulla base di aspetti didattici e pedagogici.

Come individuare i BES

Dal momento che alcune tipologie di Bisogni Educativi Speciali non sono certificabili, l’attività di identificazione può risultare un po’ più complessa.

Spesso per un insegnante la difficoltà più grande è proprio quella di individuare particolari esigenze di apprendimento;  può capitare di perdersi e di confondersi tra casi reali e presunti tali.

Un supporto in tal senso arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal suo International Classification of Functioning. Il modello diagnostico di riferimento ICF fornisce un linguaggio standard e unificato che consente di identificare i BES.

Il documento si fonda su un principio importantissimo e cioè che ogni individuo deve essere considerato nella sua globalità; l’analisi deve partire da differenti prospettive e deve tener conto di motivazioni contestuali, ambientali, sociali, economiche, culturali, biologiche e psicologiche.

Nell’ICF infatti non si parla di handicap ma di limiti alla partecipazione sociale.

scuola inclusiva

Didattica per BES: master online

Per un insegnante, e allo stesso modo per chi ambisce diventarlo, è fondamentale saper riconoscere, analizzare e gestire i cosiddetti Bisogni Educativi Speciali. Non importa in quale grado di istruzione si inserisca la sua attività, ciò che conta è che sia in grado di approcciarsi adeguatamente, sia dal punto di vista didattico che umano, alle particolari e diverse esigenze di apprendimento degli alunni con BES.

Dalla crescente attenzione verso la tematica, e da una mission rivolta a proporre percorsi di studio che trovano un concreto riscontro sul mercato del lavoro, nasce il master in ‘Didattiche e strumenti innovativi per il sostegno dei Bisogni Educativi Speciali’, attivato ed erogato dall’Università Telematica Niccolò Cusano.

Si tratta di un corso post-laurea di primo livello, afferente alla facoltà di Scienze della Formazione, che mira a fornire agli studenti le competenze necessarie per predisporre efficaci strategie didattiche inclusive per BES.

La struttura del master è pensata per sviluppare nei corsisti le capacità indispensabili per gestire correttamente gli alunni con Bisogni Educativi Speciali, e per operare con professionalità e competenza nell’ambito della pedagogia speciale.

Il corso si focalizza in maniera particolare sulle nuove tecnologie che supportano l’attività didattica inclusiva tra le quali strumenti informatici e applicazioni digitalizzate che agevolano le fasi di programmazione, organizzazione e valutazione.

Il piano di studio prevede un impegno per il corsista pari a 1.500 ore annuali, corrispondenti a 60 cfu.

Nel dettaglio gli argomenti inseriti nell’ordinamento didattico, oggetto di studio e approfondimento:

  • Norme e Direttive BES: Fondamenti giuridco-normativi dei BES – La figura del docente nel quadro normativo BES
  • Analisi, Valutazione e Identificazione BES: Metodologie identificative dei BES – Analisi e classificazione dei disturbi evolutivi specifici – Indagini e analisi valutative dei disturbi – Valutazione e programmazione di intervento
  • Programmazione, Organizzazione e Periodizzazione in Didattica Speciale: Fondamenti di didattica e pedagogia Speciale – Didattica e psicopedagogia dei disturbi specifici dell’apprendimento – Didattica speciale per le attività didattiche
  • Nuove Tecnologie a supporto della didattica BES: Nuovi strumenti a supporto dei BES
  • Competenze relazionali: Metodologie comunicative speciali – Pedagogia clinica

Al termine del corso gli studenti avranno acquisito un know how approfondito e aggiornato sui nuovi approcci didattici basati sul modello internazionale.

Il costo annuo del master è di 500,00 euro, da corrispondere in due rate di pari importo.

Se sei già un insegnante professionalmente attivo probabilmente ti farà piacere sapere che il master può essere seguito anche online.

Ti basta avere un pc connesso alla rete per accedere alla piattaforma e-learning e a tutto il materiale didattico in essa contenuto.

All’interno di un’area riservata, accessibile attraverso username e password, troverai le lezioni in streaming, che potrai seguire in qualsiasi momento del giorno o della notte, gli e-book e le slide di approfondimento.
Ciò significa che potrai studiare comodamente da casa, o anche in mobilità dal tuo smartphone, senza il vincolo di dover presenziare in aula e senza orari da rispettare.
In questo modo potrai conciliare senza stress la tua attività con una specializzazione che ti fornirà il bagaglio di competenze necessario per lavorare nell’ambito della didattica inclusiva, nella scuola dell’infanzia, primaria o anche secondaria.

Ora che conosci i principi della didattica inclusiva per BES, probabilmente hai anche compreso l’importanza di una formazione post-laurea che garantisca le basi per realizzare strategie didattiche inclusive.

Se vuoi approfondire il tuo know how e specializzarti nell’ambito della pedagogia speciale non devi fare altro che iscriverti al master Unicusano. Per ulteriori dettagli o informazioni compila il modulo online che trovi cliccando qui!

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