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Voto basso ad un esame? Ecco come reagire ad un 18

Commenti disabilitati su Voto basso ad un esame? Ecco come reagire ad un 18 Studiare a Napoli

Felicità o demotivazione; sollievo o frustrazione; soddisfazione o delusione: i modi di reagire ad un 18 sono infiniti.

Ogni studente ha peculiarità caratteriali per le quali affronta la vita universitaria in maniera costruttiva o distruttiva. Ogni studente affronta le difficoltà in maniera diversa, a seconda delle personali caratteristiche e propensioni.

Un 18 può essere un traguardo per alcuni e una sconfitta per altri; può causare sconforto oppure rappresentare la spinta per il miglioramento; può essere rifiutato oppure accettato.

Esami universitari: ecco come reagire ad un 18

Consapevole del fatto che un voto basso può provocare ripercussioni a livello psicologico, e compromettere la preparazione dei successivi esami, l’università telematica Niccolò Cusano di Napoli ha deciso di dare agli studenti più emotivi qualche consiglio per affrontare e reagire in maniera positiva ad un 18, sia che si decida di accettarlo e sia che si decida di riprovare.

Partiamo da un dato di fatto: ogni percorso universitario è composto da una serie di esami; la vita di uno studente, per qualche anno, è scandita dal susseguirsi di prove da preparare.
L’impegno richiesto, sia a livello di tempo che di energie, è piuttosto consistente; ecco perché qualche ‘sbandata’ può capitare.
C’è chi la mette in conto e riesce ad accettarla e chi invece si lascia sopraffare dai sensi di colpa per aver disatteso le proprie aspettative e/o quelle dei genitori.

In entrambi i casi è importante reagire ad un 18 in maniera costruttiva, anche se non è  affatto semplice.

Accettare o rifiutare

La prima reazione ad un voto basso ad un esame è quella immediata, ovvero quella che segue la comunicazione della valutazione da parte del docente.
Si tratta, nello specifico, del momento in cui bisogna decidere se accettare o rifiutare.

Alcuni studenti hanno le idee chiare fin da subito, perché consapevoli di non essersi impegnati troppo nello studio e di aver quindi ricevuto una specie di ‘grazia’; per quelli che invece non si aspettavano un 18 la situazione è un po’ più complicata: accettare o non accettare?

La decisione viene presa sulla base di una serie di parametri di valutazione: si tratta del primo esame per cui si hanno tempi e modi per alzare la media; si tratta dell’ultimo esame per cui un 18 potrebbe rovinare la media; l’obiettivo è laurearsi in tempi brevi, a prescindere dal voto, per cui l’importante è passare l’esame; ci si trova nella condizione di fuori-corso; è un esame da pochi crediti per cui il voto non è così rilevante e anche un diciotto è ben accetto.

Analizzare i motivi

Che si decida di accettare o di rifiutare un 18 la reazione successiva deve essere di tipo costruttivo.
Un minimo di delusione è normale, a patto che non diventi cronica ma che si trasformi in motivazione per migliorare.

Il consiglio è di partire subito con l’analisi dei motivi che hanno determinato la valutazione tutt’altro che soddisfacente.

Bisogna quindi capire se il 18 è frutto della ‘sfortuna’, a causa della quale il prof ha chiesto l’unica cosa che avevi studiato con approssimazione, oppure se effettivamente la performance non è stata brillante.

Nel secondo caso è necessario fare un mea-culpa e individuare le motivazioni per le quali la materia non è stata approfondita nel modo giusto.

Un periodo di particolare stress e stanchezza, una problematica di salute, un evento familiare destabilizzante, una forte carica emotiva durante l’esame, una scarsa propensione ad assimilare alcuni argomenti o semplicemente un eccesso di pigrizia sono alcune delle motivazioni che possono determinare un 18.

È importante individuare la causa e lavorare affinché non comprometta le successive prove.

Un altro motivo che spesso causa un voto basso, o nel peggiore dei casi addirittura la bocciatura, è l’utilizzo di un metodo di studio inadeguato, alla materia o più in generale all’università.
Analizziamo nel dettaglio l’eventualità nel prossimo paragrafo.

Modificare il metodo di studio

Se sei una matricola probabilmente ancora non sei riuscito ad adattare il tuo metodo di studio alle esigenze di apprendimento che caratterizzano i corsi di laurea.

Una delle cause più probabili di un voto basso ad un esame è proprio quella che riguarda un approccio allo studio inadeguato, che in molti casi è uguale a quello utilizzato al liceo.

Come accennato in precedenza l’università segue logiche e ritmi completamente diverse da quelle del liceo; ecco perché, se necessario, bisogna modificare il proprio metodo di studio.

La reazione ad un 18, soprattutto se si tratta dei primi esami, deve essere orientata verso un’autocritica costruttiva, finalizzata ad individuare gli aspetti da migliorare.

Se invece non sei più una matricola, ma dopo un’attenta analisi ti accorgi che il voto basso è stato determinato dal tuo metodo di studio, allora probabilmente devi prestare più attenzione alle caratteristiche della materia.

Un metodo valido per una disciplina può risultare meno valido per un altro; può essere necessario cambiare qualcosa, adottare una strategia diversa in base alla materia e alle personali propensioni ad assimilarla.

Credits immagine: DepositPhoto.com/stetsik

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