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Come diventare professore di diritto: studi e possibilità

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Se hai deciso di iscriverti ad un corso di laurea ad indirizzo giuridico e ti stai domandando come diventare professore di diritto questo post fa proprio al caso tuo.

A differenza di quello che molti pensano studiare giurisprudenza non significa necessariamente ambire a diventare avvocato, notaio o magistrato; al contrario, si tratta di una laurea che, al di là delle tradizionali professioni legali, offre tantissimi sbocchi, tra i quali anche l’insegnamento.

Attualmente il sistema scolastico italiano è regolamentato da una normativa piuttosto complessa, continuamente modificata da nuovi decreti. Ecco perché l’università telematica Niccolò Cusano di Napoli ha realizzato questa breve guida nella quale sono sintetizzati gli step fondamentali per diventare insegnante di diritto.

Come insegnare diritto: concorso e formazione

Sulla base di quanto stabilito dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), in Italia per diventare docente sono necessari due passaggi fondamentali: conseguire il titolo per poter accedere all’iter previsto per l’abilitazione e ottenere l’abilitazione all’insegnamento.

Nello specifico ambito disciplinare il punto di partenza per diventare professore associato o professore ordinario è quindi identificabile in un corso di laurea in Giurisprudenza, il cui titolo consente di essere inseriti nelle graduatorie di Istituto di III fascia (incarichi di supplenza a tempo determinato).

Ogni tre anni le graduatorie vengono aggiornate sulla base di appositi decreti.

L’abilitazione all’insegnamento permette di accedere alla seconda fascia delle graduatorie di Istituto (incarichi di supplenza a tempo determinato) e allo stesso tempo consente di partecipare ai concorsi per titoli ed esami, le cui graduatorie consentono l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato.

In seguito al decreto legislativo 59 del 2017 l’immissione ai ruoli a tempo indeterminato viene effettuata per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento e per il 50% dalle graduatorie concorsuali sui posti disponibili ogni anno

Entriamo nel dettaglio dell’abilitazione all’insegnamento per la quale la legge di bilancio 2019 ha introdotto alcune modifiche per quanto riguarda il sistema di reclutamento.

Il possesso dei requisiti richiesti per la partecipazione alle selzioni pubbliche consente l’accesso ad una sola classe di concorso (concorso a cattedra, concorso a posti di sostegno).

Come accedere alla classe di concorso A46

Il Decreto 259 del 2017 stabilisce che per ogni classe di concorso è necessario conseguire specifici CFU.

Per la classe A46 (Scienze Giuridico-Economiche) i Crediti Formativi Universitari afferiscono ai seguenti settori disciplinari:

  • Discipline politico-economiche (SECS P)
  • Discipline statistiche (SECS S)
  • Diritto (IUS)

96 sono i crediti richiesti, che sono così suddivisi:

  • SECS-P
    12 CFU -> Economia politica
    12 CFU -> Politica economica
    12 CFU -> Economia aziendale
  • SECS S
    12 CFU -> Statistica
  • IUS
    12 CFU -> Diritto privato
    12 CFU -> Diritto commerciale
    12 CFU -> Istituzioni di diritto pubblico
    12 CFU -> Diritto amministrativo

Per poter accedere al concorso pubblico nazionale per docenti è necessario conseguire 24 CFU nelle discipline atropo-psico-pedagogiche e in metodologie tecnologiche didattiche.
In particolare è richiesto il possesso di 6 crediti in almeno tre dei seguenti ambiti disciplinari:

  • M-PED/01,03 – Pedagogia generale, interculturale e dell’inclusione
  • M-PED/04,03 – Metodologie e tecnologie didattiche
  • M-DEA/01 – Antropologia culturale e sociale
  • M-PSI/01,04 – Psicologia dello sviluppo in ambito scolastico

Il corso di laurea in Giurisprudenza

Il possesso di un titolo di laurea è il requisito che dal punto di vista burocratico bisogna possedere per accedere al concorso nazionale.
Da un punto di vista tecnico invece la laurea è lo strumento indispensabile per poter acquisire una preparazione idonea a superare le prove che abilitano all’insegnamento delle discipline giuridiche.

Tra i percorsi di studio che per livello di approfondimento degli argomenti e per il grado di innovazione della didattica merita di essere preso in considerazione segnaliamo il corso di laurea in Giurisprudenza attivato dall’Università telematica Niccolò Cusano.

Si tratta di un percorso di studi a ciclo unico, della durata quinquennale, che mira a fornire agli studenti gli elementi della cultura giuridica di base, nazionale ed internazionale.

Il programma intende formare profili professionali in grado di valutare e comprendere gli istituti del diritto positivo.

Dal punto di vista pratico il percorso quinquennale della Niccolò Cusano vanta un plus tutt’altro che irrilevante: la modalità didattica a distanza.
Grazie alla moderna metodologia e-learning l’impegno del corsista rispetto alla frequentazione del corso diventa più flessibile, e di conseguenza più facilmente gestibile.

La possibilità di seguire le lezioni in streaming, per cui comodamente online tramite pc o dispositivo mobile, si traduce in una totale autonomia per quanto riguarda l’organizzazione dell’apprendimento.
La disponibilità online del materiale didattico permette al corsista di studiare da remoto, senza vincoli di orario e senza l’obbligo della presenza in aula.

Trattandosi di un percorso di studi lungo ed impegnativo la flessibilità è un requisito importante, grazie al quale è possibile conciliare lo studio con altre tipologie di impegni, ed eventualmente anche con un impiego.

Per accedere al corso di laurea in Giurisprudenza è richiesto il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di un titolo analogo conseguito all’estero, riconosciuto idoneo.

Ora sai come diventare professore di diritto; per ulteriori info e dettagli sul corso di Giurisprudenza online Unicusano non esitare a contattarci attraverso il modulo che trovi cliccando qui!

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