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Come diventare consulente parlamentare: studi e possibilità

Commenti disabilitati su Come diventare consulente parlamentare: studi e possibilità Studiare a Napoli

Se sei appassionato di politica e il tuo sogno è lavorare in Parlamento devi assolutamente leggere questo articolo, nel corso del quale ti spiegheremo come diventare consulente parlamentare.

Analizzaremo nel dettaglio il percorso di formazione; partiremo dal corso di laurea in scienze politiche a Napoli per arrivare a quelli che sono gli sbocchi occupazionali sul territorio nazionale e le prospettive di carriera internazionali.

Consigliere parlamentare: cosa fa

Prima di scoprire quali sono gli step per intraprendere una carriera in parlamento è d’obbligo una breve premessa finalizzata a fornire una panoramica generale sulla professionalità del consigliere.

Le sue principali funzioni riguardano l’organizzazione e la direzione amministrativa; nello specifico il profilo in oggetto si occupa di revisionare le procedure contabili e di certificare gli atti parlamentari.
Il consigliere fornisce consulenza giuridico-legale e assistenza nell’ambito delle procedure interistituzionali.

Quanto guadagna

Per avere una panoramica completa della professionalità bisogna conoscerne anche le prospettive in termini economici, ovvero è importante sapere quanto guadagna, in media, un consigliere parlamentare.

Secondo i dati statistici la base annua si aggira intorno ai 65.000 euro lordi.
L’esperienza consente di raddoppiare la cifra, e in alcuni casi anche di triplicarla.
Per capire meglio le potenzialità economiche: dopo dieci anni di attività le stime si attestano intorno a una media di 146.000 euro lordi annui.

Come diventare consulente parlamentare

Come accennato nel corso del precedente paragrafo esistono due tipologie di profili, che si differenziano in base alle funzioni svolte: il consigliere parlamentare con professionalità generale e il consigliere con professionalità tecnica; quest’ultimo si occupa di specifici ambiti tecnici come può essere ad esempio l’ambito informatico.

In quest post ci focalizzeremo in maniera particolare sul consulente parlamentare con professionalità generale.

La formazione 

Per ricoprire il ruolo di consulente in Parlamento sono richieste competenze specifiche, ovvero una preparazione che spazia dalle materie giuridiche a quelle economiche, dalla storia politica alle discipline pubblicistiche.

Il punto di partenza per diventare consulente parlamentare e il conseguimento di una laurea.

L’area politologica, ossia l’indirizzo di scienze politiche, fornisce la base formativa ideale per intraprendere una carriera nella politica.

Iniziamo quindi dall’analizzare il percorso universitario idoneo ad acquisire la preparazione, e allo stesso tempo il requisito tecnico, per poter accedere all’iter concorsuale previsto per gli aspiranti consiglieri.

Si parte dalla triennale in Scienze politiche e relazioni internazionali, il cui programma è impostato su una struttura interdisciplinare, che fornisce al corsista una preparazione di base nelle materie giuridiche, economiche, politologiche, sociologiche, storiche e linguistiche.

Il percorso prosegue con la magistrale in Relazioni internazionali, il cui titolo è fondamentale per partecipare al concorso pubblico.
Il biennio specialistico consente di acquisire conoscenze attuali sui principali strumenti analitici utilizzati per leggere l’evoluzione della società contemporanea (diritti umani, processi di democratizzazione ecc.).

Gli approfondimenti previsti dal programma di studi si focalizzano su tematiche che riguardano le dinamiche strutturali della globalizzazione e le problematiche della crisi mondiale.

Al conseguimento del titolo il neo-laureato avrà acquisito il know how per operare in ambito diplomatico, sia a livello nazionale che internazionale.

Il concorso

Il concorso prevede una prova selettiva, il cui superamento consente di accedere alle sei prove scritte e successivamente alla prova orale.

La prova selettiva è composta da 100 questiti a risposta multipla relativi ad argomenti che riguardano il diritto costituzionale, la storia d’Italia dal 1848 ad oggi, il diritto e la procedura parlamentare, il diritto amministrativo, la politica economica, il diritto civile, il diritto dell’Unione Europea, la contabilità dello Stato e degli enti pubblici.

I 14 candidati che ottengono il punteggio più alto possono accedono alle prove scritte di cui 4 su materie comuni e 2 a scelta:

  1. Elaborato di diritto costituzionale (tempo a disposizione: sei ore)
  2. Elaborato di storia d’Italia dal 1848 ad oggi (tempo a disposizione: 6 ore)
  3. elaborato di diritto e procedura parlamentare (tempo a disposizione: 6 ore)
  4. Elaborato di diritto amministrativo, ovvero di politica economica, secondo la scelta di ciascun candidato (tempo a disposizione: sei ore)
  5. Elaborato di diritto civile, ovvero di diritto dell’Unione Europea, secondo la scelta di ciascun candidato (tempo a disposizione: sei ore)
  6. Sistesi in lingua inglese di un testo redatto in lingua inglese relativo ad argomenti di natura giuridica o econimica – senza l’ausilio del vocabolario (tempo a disposizione: tre ore)

I candidati che ottengono un punteggio medio minimo di 21/30 accedono alla prova orale, incentrata sulle materie delle prove scritte.
Rientra nell’orale anche la lingua inglese, la cui prova è basata sulla lettura e sulla traduzione di un breve testo.

Anche il questo caso il punteggio minimo è di 21/30.

I requisiti

 La partecipazione al concorso pubblico presuppone il possesso di alcuni requisiti personali, tra cui:

  • Cittadinanza italiana
  • Età non superiore a 45 anni
  • Diritti politici
  • Assenza di condanne o pene relative ai regolamenti disciplinari del personale
  • Idoneità fisica

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Credits immagine: DepositPhoto.com/paulgrecaud

 

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