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I 5 errori frequenti degli studenti di Scienze Politiche (e come evitarli)

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L’indirizzo politologico rientra tra quelle facoltà universitarie che per svariati motivi sono oggetto di pregiudizi e falsi miti; ecco perché cercheremo di analizzare, al fine di evitarli, i più ricorrenti errori degli studenti di scienze politiche.

Attualmente, con la nascita delle nuove professioni legate al mondo del digitale e delle numerose specializzazioni che afferiscono direttamente o indirettamente al mondo del web, alcune lauree sembrano aver perso appeal, al punto da essere definite addirittura ‘inutili’.

Sulla scia di quella che a ragione o meno diventa un’opinione generale, molti giovani si lasciano condizionare in merito alla scelta del percorso universitario, talvolta anche a scapito di ambizioni, interessi e attitudini.

In molti, oggi, si domandano se scienze politiche è utile, ovvero se è una laurea spendibile sul mercato del lavoro e se può essere davvero in grado di garantire buone prospettive lavorative e di carriera.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza …

Cosa non fare a Scienze Politiche: 5 errori da evitare

Per consentire ai giovani in procinto di iscriversi all’università di fare una scelta ponderata, consapevole e oculata per ciò che concerne l’indirizzo di studi, la Niccolò Cusano  ha realizzato questo post interamente dedicato alla facoltà di scienze politiche a Napoli.

In particolare, nel corso dei prossimi paragrafi, cercheremo di fornire una panoramica completa degli errori che spesso commettono gli studenti a causa di un’errata informazione e percezione della facoltà politologica; errori che spesso sono causa di abbandoni.

Ecco un elenco di 5 cose da non fare.

1 – Farsi condizionare

Chi non ha le idee chiare sul percorso di studi da intraprendere e sulle proprie aspirazioni professionali tende ad ascoltare voci e consigli di amici, parenti e conoscenti, senza magari informarsi e farsi una propria opinione sulla materia.

Spesso capita di dare credito a chi parla soltanto per sentito dire, o peggio ancora a chi ha vissuto una personale esperienza negativa che, proprio perché ‘personale’, non può essere né generalizzata né trasformata in verità assoluta.

Ogni individuo è diverso da un altro; ogni individuo ha doti, predisposizioni e interessi peculiari che possono determinare il successo o l’insuccesso, all’università, in ambito lavorativo o nella vita in generale.

Attenzione quindi a non farsi influenzare dagli altri; ascoltiamo, ma cerchiamo di filtrare e verificare informazioni e dettagli.

 2 – Considerarla una facoltà ‘facile’

Un errore piuttosto frequente riguarda la falsa percezione del livello di difficoltà, o nel caso specifico forse dovremmo dire di ‘facilità’, della facoltà. Tra i falsi miti che aleggiano intorno all’indirizzo di studi c’è quello che considera scienze politiche una facoltà ‘facile’.

Molti studenti, purtroppo, si ritrovano ben presto a fare i conti con una realtà totalmente diversa da quella che avevano immaginato; molti studenti si ritrovano a pagare le spese di una falsa informazione, che diventa a sua volta causa di abbandoni.

A differenza di quello che si dice in giro la facoltà politologica prevede un percorso di studi basato sulla trasversalità degli insegnamenti, per risulta molto impegnativa.

3 – Considerarla una facoltà inutile

Un altro luogo comune che non rispecchia la realtà dei fatti, ma che spesso condiziona psicologicamente gli studenti di scienze politiche fino al punto da indurli a scoraggiarsi e ad abbandonare gli studi, è quello che considera inutile la preparazione politologica.

I pregiudizi si focalizzano sul fatto che il know how legato alla facoltà trova scarso riscontro sul mercato del lavoro, per cui non è in grado di garantire buone opportunità occupazionali.

Molti pensano che chi studia scienze politiche può diventare soltanto politologo; ma ancora una volta la realtà dei fatti è ben diversa.

Una laurea in scienze politiche garantisce una preparazione trasversale e versatile, che apre a numerosi sbocchi occupazionali sia in ambito politico che sociologico ed economico.

4 – Iscriversi senza conoscere il programma di studi

Tra gli errori commessi dagli studenti di scienze politiche, ma in generale da tutti i giovani un po’ superficiali che si iscrivono all’università, rientra l’analisi approssimativa del programma di studi.

Conoscere nel dettaglio le materie oggetto di approfondimento di un corso di laurea, sia esso triennale o magistrale, è alla base di una scelta ponderata.

Purtroppo, in molti pensano erroneamente che la denominazione stessa del corso, scienze politiche, derivi da un programma incentrato sulla politica. In realtà gli argomenti approfonditi spaziano dall’ambito economico a quello giuridico, passando per quello sociologico.
Si studia quindi diritto privato, diritto pubblico, sociologia, economia politica, geografia economico-politica, statistica, storia delle relazioni internazionali, economia internazionale e le lingue straniere.

Per approfondire ulteriormente le materie clicca sui seguenti link:

5 – Confondere l’indirizzo politologico con quello giuridico

Concludiamo con un errore che genera confusione, delusioni e false aspettative, ovvero considerare scienze politiche una sorta di clone, meno impegnativo, della facoltà di giurisprudenza.

Per quanto l’indirizzo preveda lo studio di alcune materie giuridiche, e quindi molti esami in comune, si tratta di due percorsi differenti.

Come accennato in precedenza l’indirizzo politologico è trasversale, dal momento che prevede un programma di tipo interdisciplinare, mentre giurisprudenza è specificatamente incentrato sul diritto.

 

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