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Scuola classica: ambiti di studio ed esperienze

Il pensiero che lo Stato ostacola l’efficienza del sistema economico affonda le sue radici nella scuola classica, e nel periodo storico che segue la rivoluzione industriale e la nascita del capitalismo.

Gli economisti classici, che in ordine cronologico rappresentano la terza scuola di pensiero economico, dopo il mercantilismo e la fisiocrazia, si basano sulla teoria del liberismo economico.
Il libero mercato viene considerato la leva fondamentale per il benessere socio-economico. Continue Reading

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Cos’è la fisica delle particelle e cosa studia?

La fisica delle particelle è la branca fisica che mira a fornire risposte a quesiti che riguardano la composizione della materia.

Quali sono i componenti della materia e come interagiscono tra di loro?
Quali sono le origini dell’universo e quali sono i principi per i quali avvengono i fenomeni che lo regolano?
Cosa sono le particelle elementari e come si comportano all’interno della materia?

Si tratta di alcune delle domande a cui da secoli l’uomo tenta di dare risposta, attraverso studi ed esperimenti che grazie al progresso e alle nuove scoperte diventano sempre più evoluti e precisi.

La materia esercita un forte fascino sui giovani, e in generale su tutti gli appassionati della fisica; essa fornisce le basi teoriche per i futuri ingegneri e fisici.
Non a caso rientra tra le discipline della facoltà di ingegneria a Napoli.

Ecco perché abbiamo deciso di approfondire l’argomento in questo post, nel corso del quale cercheremo di spiegare in maniera semplice e sintetica la fisica delle particelle.

Cosa sono le particelle in fisica

Per comprendere la fisica delle particelle è necessario capire cos’è una particella.

Wikipedia, sul suo sito, fornisce la seguente definizione:

“In fisica una particella è un costituente microscopico della materia. Le particelle si suddividono in elementari e non elementari: le prime, descritte dal modello standard, sono considerate indivisibili, le seconde sono aggregati delle prime.”

In altre parole, le particelle elementari sono le più semplici, ovvero i componenti primi della materia che non possono essere scomposte in altre particelle.

Le particelle non elementari sono invece composti di particelle elementari.

Secondo il ‘modello standard’ che approfondiremo nel corso del prossimo paragrafo, le particelle elementari interagiscono tra loro attraverso le 4 forze fondamentali della natura:

  1. Forza elettromagnetica
  2. Forza debole
  3. Forza forte
  4. Forza gravitazionale (esclusa dal modello standard)

Le particelle elementari si dividono in due gruppi:

  • Fermioni (quark e leptoni): con spin semi-intero
    Sono i costituenti della materia, i mattoncini che formano le particelle non elementari
  • Bosoni: con spin intero
    Sono le particelle che fungono da collante, ovvero da mediatrici delle interazioni fondamentali

Per chiarire ulteriormente: lo spin identifica una proprietà fisica della particella interpretabile come una rotazione su se stessa.
Lo spin influenza il comportamento delle particelle.

L’interazione tra fermioni può essere descritta in termini di scambio di bosoni. Questi ultimi per la funzione che svolgono vengono detti bosoni mediatori (o di gauge).

In particolare i bosoni del Modello Standard vengono suddivisi in: fotoni (mediatori dell’interazione elettromagnetica), bosoni W e Z (mediatori della forza debole) e gluoni (mediatori della forza forte).

Cos’è la fisica delle particelle?

Partiamo come al solito dalla definizione che ci aiuterà a prendere confidenza con l’argomento.
Il sito di Wikipedia riporta quanto segue:

“La fisica delle particelle è la branca (sperimentale e teorica) della fisica moderna che studia i costituenti e le interazioni fondamentali della materia e della radiazione.”

Detta anche ‘fisica delle alte energie’ la materia studia i costituenti fondamentali della materia, ossia le particelle elementari.

L’origine della fisica delle particelle risale ai filosofi greci, e più in particolare alla teoria atomica di Democrito.

Con l’avvento del metodo scientifico inizia l’era sperimentale della materia.
Tra i pionieri Rutherford, che si dedicò allo studio e alla comprensione della struttura dell’atomo arrivando a scoprire l’esistenza del nucelo atomico, e Thomson, al quale si deve la scoperta dell’elettrone.

Vengono quindi distinte due diverse branche della fisica: la fisica delle particelle elementari e la fisica nucleare (focalizzata sulla comprensione del nucleo atomico).

Attraverso l’uso degli acceleratori è stato possibile fare ulteriori scoperte.
Tra gli anni ‘30 e ‘50 del secolo scorso sono state scoperte una moltitudine di particelle, classificate secondo il modello ‘quark’.

Successivamente viene sviluppato il modello ‘standard’ finalizzato a comprendere la composizione della materia, ovvero a descrivere i mattoni che la compongono e in che modo interagiscono tra loro.

Nel modello standard è racchiusa tutta la conoscenza sulle particelle fondamentali della materia, che si dividono in due gruppi:

  • Quark
  • Leptoni

Entrando maggiormente nel dettaglio, cerchiamo di capire cosa sono.

I leptoni sono particelle subatomiche che non si legano con altre.
Non sono soggetti ad interazioni forti ma intervengono nelle interazioni elettromagnetiche, nucleari semplici e gravitazionali.

I quark (simobolo ‘q’) sono i costituenti fondamentali della materia; sono le particelle considerate indivisibili che compongono i protoni e i neutroni (nucleone = nucleo di un atomo). Sono carichi elettricamente (carica positiva o negativa), hanno una massa e prendono parte a tutte le interazioni: elettromagnetica, forte, debole e gravitazionale.

 Ogni gruppo è costituito a sua volta da 6 elementi, detti ‘sapori’ (o flavour).

I sei sapori dei quark sono: Up, Down, Strange, Beauty, Charm, Top.
I sei sapori dei leptoni sono: Elettrone, Neutrino elettronico, Muone, Neutrino muonico, Tauone, Neutrino tauonico.

Ora hai sicuramente un’idea più chiara della fisica delle particelle, ovvero disponi delle basi per poter affrontare lo studio della materia e approfondirne i vari aspetti per un’eventuale applicazione professionale.

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Come studiare nonostante la stanchezza?

Quante volte nel corso della tua carriera scolastica ti è capitato di domandarti come studiare nonostante la stanchezza?

Sicuramente tante; e se ti trovi qui, adesso, questo è proprio uno di quei momenti.

Sentirsi stanchi al punto da non avere la forza e la voglia di mettersi sui libri è una condizione piuttosto comune e ricorrente, per tutti gli studenti.
Giovani, meno giovani, uomini, donne, liceali e universitari si ritrovano spesso nella situazione di dover affrontare lo studio nonostante la stanchezza.  Continue Reading

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Cosa (e quali) sono le tre leggi di Newton?

Se stai studiando fisica e stai iniziando a familiarizzare con concetti quali ‘dinamica’, ‘statica’ e ‘cinematica’, o se sei semplicemente un appassionato di meccanica, allora sicuramente ti interesserà sapere cosa sono le tre leggi di Newton.

Per chi desidera intraprendere la carriera ingegneristica il moto dei corpi è un concetto fondamentale, da assimilare e comprendere a fondo; in generale si tratta di un concettobasilare per una serie di specializzazioni e professioni.

Trattandosi di un campo disciplinare tanto affascinante quanto complesso nel corso dei prossimi paragrafi ti spiegheremo cos’è la meccanica, cosa studia e quali sono i fondamenti sui quali si basa; il tutto finalizzato all’analisi e alla comprensione delle tre leggi della dinamica formulate da Isaac Newton.

Cosa studia la meccanica?

Le leggi newtoniane si riferiscono al moto dei corpi per cui una buona conoscenza di base della meccanica rappresenta il presupposto fondamentale per comprenderle.
Ecco perché prima di addentrarci nell’ambito dei tre enunciati formulati da Newton è necessaria una panoramica generale di quelle che sono le branche della meccanica.

Partiamo quindi dalla definizione presente sul sito Wikipedia, che riportiamo di seguito:

“la meccanica è la branca della fisica che descrive il movimeno dei corpi materiali.”

Si tratta quindi della scienza che studia il moto dei corpi e le cause che lo determinano.
Viene suddivisa in tre branche:

  • Cinematica
  • Statica
  • Dinamica

La cinematica è la branca della meccanica che studia il moto dei corpi indipendentemente dalle cause che lo hanno determinato.

La statica studia l’equilibrio dei corpi, ossia quesi casi in cui le forze che agiscono su di essi si bilanciano.

L’equilibrio si dice ‘statico’ quando il corpo resta fermo; si dice dinamico qundo si muove seguendo un moto uniforme.

La dinamica è la branca della meccanica che studia le cause che determinano il movimento di un corpo, ovvero le relazioni tra le forze e i relativi effetti su un corpo.

Il movimento di un corpo è legato al concetto di ‘forza’ la cui comprensione è fondamentale per capire la dinamica e le leggi di Newton.

Treccani fornisce in merito la seguente definizione:

“Causa capace di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo…”

Si tratta di una grandezza vettoriale, misurata in Newton (simbolo N), che si manifesta nell’interazione di due o più corpi.

La forza è la causa in grado di modificare lo stato di un corpo, mettendolo in movimento se si trova in uno stato di quiete oppure arrestandolo se è in movimento.

In sintesi, il cambiamento di uno stato di un corpo dipende dalla forza che viene esercitata su di esso.

Le tre leggi di Newton

 La dinamica si fonda su tre principi, universalmente conosciuti come le ‘Leggi di Newton’.

Teorizzate dal fisico inglese Isaac Newton nel XVII secolo ed inserite nel suo volume ‘Philosophiae Naturalis Principia Mathematica’, i tre enunciati forniscono una descrizione delle forze e delle leggi che regolano il moto e l’equilibrio dei corpi.

Prima legge di Newton

La prima legge di Newton, definita anche ‘principio di inerzia’, stabilisce che:

  • un corpo in stato di quiete sul quale agiscono forze con risultante nulla rimane nel suo stato di quiete, per cui fermo
  • un corpo in movimento (che segue un moto rettilineo uniforme) sul quale agiscono forze con risultante nulla continua il suo moto rettilineo uniforme

Il principio per il quale il corpo rimane fermo o continua a muoversi è definito ‘inerzia’.

Presupposto fondamentale di tale principio è la forza nulla, ossia con risultante zero.

Seconda legge di Newton

 La seconda legge di Newton è detta anche ‘principio di proporzionalità’ per il quale l’accelerazione di un corpo è direttamente proporzionale alla risultante della forza che agisce su di esso e inversamente proporzionale alla sua massa.

La formula che esprime tale principio è la seguente:

F=ma

dove ‘F’ identifica la risultante delle forze che agiscono sul corpo, ‘m’ identifica la massa del corpo stesso e ‘a’ identifica l’accelerazione cui è soggetto.

La direzione e il verso dell’accelerazione sono uguali alla direzione e al verso della forza risultante che agisce sul corpo.

Possiamo quindi dedurre che la forza è direttamente proporzionale alla massa e all’accelerazione.
L’accelerazione, invece, è inversamente proporzionale alla massa e direttamente proporzionale alla forza.

Terza legge di Newton

La terza legge di Newton è detta anche ‘principio di azione e reazione’.

Secondo il principio newtoniano l’interazione tra due corpi determina lo sviluppo di due forze che hanno lo stesso modulo, la stessa direzione ma verso opposto.

In sintesi: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Ora sai cosa sono le tre leggi di Newton, a se vuoi approfondire i concetti fin qui espressi in maniera sintetica puoi valutare la possibilità di integrare e specializzare la preparazione universitaria con uno dei numerosi master ad indirizzo ingegneristico.

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Memoria in psicologia: una definizione

I processi che consentono di memorizzare informazioni relative ad eventi ed esperienze rientrano in un campo di studio estremamente affascinante, in continua evoluzione; ecco perché in questo post abbiamo deciso di approfondire l’argomento fornendo una definizione della memoria in psicologia.

Attraverso i prossimi paragrafi l’università di psicologia di Napoli  Niccolò Cusano intende analizzare brevemente i processi mnestici e le caratteristiche della capacità che hanno gli esseri umani di ricordare. Cercheremo quindi di capire a livello tecnico cos’è e come funziona la memoria al fine di consentire ai giovani di scegliere con consapevolezza il percorso di studi ad indirizzo psicologico.

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Come chiedere (e ottenere) una referenza?

Nell’attuale contesto storico-economico, in cui trovare lavoro è diventato piuttosto difficile, emergere dalla massa e farsi notare è fondamentale; ecco perché se sei alla ricerca di un impiego dovresti assolutamente sapere come chiedere una referenza.

In alcuni casi le referenze sono espressamente richieste dal recruiter; in altri, pur non essendo richieste, possono diventare un plus per rendere più interessante la candidatura, al di là di quelle che sono le informazioni tecniche contenute all’interno del curriculum vitae.

Attenzione però, la lettera di referenza deve provenire da una fonte autorevole e deve essere realizzata con determinati criteri.

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I 5 accessori che dovresti avere per studiare meglio

Tra interrogazioni, prove scritte ed esami da preparare gli studenti trascorrono gran parte della giornata a gestire gli impegni legati al percorso di studi; ecco perché può essere utile avvalersi di qualche supporto pratico, ovvero di accessori per studiare meglio.

Per quanto la routine universitaria risulti impegnativa, esistono oggetti e strumenti che consentono di rendere più gestibili alcune attività quotidiane.

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Come studiare 8 ore al giorno: cosa fare e cosa evitare

La preparazione degli esami all’università presuppone ritmi di studio intensi; ecco perché gli studenti ai primi approcci con il mondo universitario si domandano come studiare 8 ore al giorno rendendo produttivo l’apprendimento.

È piuttosto evidente che il numero di ore da destinare quotidianamente allo studio dipende da una serie di fattori che cambiano da studente a studente.

Indirizzo di studio, materie più o meno complesse, l’approssimarsi di un esame, ritardi accumulati, attitudini ed esigenze personali, sono alcune delle variabili che intervengono nella definizione di un tempo ‘ideale’ per una sessione di studio produttiva.

Ecco quindi che le otto ore possono diventare 10… oppure 4.

La verità è che non esiste una regola precisa.

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Come diventare responsabile formazione in azienda: studi e possibilità

Oggi più che mai la competitività sul mercato è fortemente dipendente dalle risorse umane; ecco perché il settore dell’human resources management offre buone opportunità di impiego per i professionisti; ed ecco perché ti spiegheremo in questo post come diventare responsabile formazione in azienda.

Attualmente sia le piccole imprese emergenti che le grandi multinazionali si ritrovano a confrontarsi con una realtà complessa, caratterizzata da dinamiche che subiscono l’influenza di fenomeni come la globalizzazione e l’iperconnessione; e che pertanto cambiano continuamente e repentinamente.

Allinearsi tempestivamente alle caratteristiche del mercato e alle relative esigenze diventa un must per essere competitivi.

Alla luce di tale premessa non è difficile comprendere il valore del capitale umano di un’azienda, delle relative competenze e del livello di aggiornamento professionale.
È facile capire che le risorse umane, oggi più che mai, ricoprono un ruolo fondamentale nello sviluppo del business.  Continue Reading

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Dove studiare in spiaggia a Napoli e dintorni?

Con l’arrivo dell’estate e con il caldo che rende difficoltoso l’apprendimento tra quattro mura, tanti studenti si domandano dove studiare in spiaggia a Napoli, ovvero quali sono i luoghi ideali che consentono affrontare con le giuste energie la preparazione degli esami della sessione estiva.

In questo post l’università telematica Niccolò Cusano di Napoli ha selezionato 5 meravigliose spiagge, ideali per chi desidera rinfrescarsi, con un tuffo in mare, tra un capitolo di storia e una formula matematica.  Continue Reading

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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